L'Inatteso

21 Mar 2018

Alle 10.41 del 24 marzo 2015 un Airbus della Germanwings in volo da Barcellona a Dusseldorf si infila in un canalone tra le alte Alpi Francesi. Non avrebbe mai dovuto essere lì. Ma c'era. C'è stato.
E' stato il copilota a decidere la rotta finale e l'altezza, deciso a compiere l'ultimo volo là dove da bambino aveva imparato a volare. Basterebbe questa scelta drammatica a colpire. Ma ci sono altri fatti, intrecciati.

 

Per esempio, la vicenda di sedici liceali di haltern Am see, nella Germania del Nord, che erano estratti a sorte per una settimana di studio a Llinars del Vallés. Si credevano fortunati, ma la sorte ha barato più volte con loro. L'aereo è caduto al centro di tre piccoli paesi sconosciuti fino a quel momento. Il numero dei morti è stato in quel giorno più alto di quello dei vivi.

E sono stati proprio gli abitanti di quei luoghi a spalancare le braccia ai parenti delle vittime e a trovare dentro di sè una capacità di accoglienza che non sapevano di avere. Quella notte, hanno rimarcato i più altri rappresentanti di Germania, Spagna e Francia (i Paesi con il maggior numero di vittime) è nata l'Europa. Quella vera, quella delle persone. Il documentario di Paolo Taggi va oltre la cronaca, e si inoltra nell'eco dei ricordi.

 

Scoprendo, grazie a testimonianze straordinariamente intense, che là dove si sono spente le scintille rinascono inaspettatamente nuove forme di vita.

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